Il Chianti è di un vivace colore rosso rubino, tendente al granato con l'invecchiamento. Di sapore armonico è asciutto, sapido, leggermente tannico e dal profumo intensamente vinoso, talvolta con sentori di mammola.
Il Chianti può essere consumato, per qualche tipologia, come vino giovane, fresco e gradevole al palato, ma è ben nota anche, per alcune zone, la sua vocazione ad un medio e lungo invecchiamento, con cui matura colore, profumo e sapore inconfondibili.
Le origini storiche del Chianti risalgono all'epoca medievale. Nei primi documenti del XIII secolo, il termine “Chianti” viene usato per indicare, oltre che il nome del vino, la sua rispettiva zona di produzione; il Chianti di cui si parla è però un vino bianco di modesta qualità, come si può dedurre dal prezzo riportato.
Questi documenti fanno riferimento alla Lega del Chianti, organismo istituito a Firenze per regolare i rapporti tra i produttori di vino delle zone di Radda, Gaiole e Castellina.
In altri documenti del 1427, si attesta che nel Chianti si era affermato il vino rosso.
Nel 1713, con l'emanazione di due bandi da parte di Cosimo III Granduca di Toscana, furono stabiliti i confini delle zone più pregiate di produzione del vino Chianti, e fu pubblicato un primo esemplare di disciplinare.
Successivamente, il Granduca di Toscana Ferdinando III suddivise il territorio in comunità e province. Secondo questa disposizione, la provincia del Chianti risultava costituita dalle comunità di Radda, Gaiole e Castellina.
La svolta decisiva del Chianti, fu determinata dall'importante intervento di Bettino Ricasoli, uomo politico di stato, ed appassionato agricoltore ed enologo.
Dopo vari esperimenti compiuti tra il 1834 e 1837, egli riuscì a produrre un vino rosso di qualità superiore, che da allora iniziò ad essere esportato in vari paesi del mondo.
Nel 1932, in base a una decisione adottata dal Governo italiano, la zona di produzione del Chianti fu notevolmente ampliata e divisa in sette sottozone: Classico (comprendente il vecchio Chianti più nuovi territori a sud e soprattutto a nord), Colli Aretini, Colli Fiorentini, Colline Pisane, Colli Senesi, Montalbano e Rùfina.
A queste sottozone, nel 1996, se ne aggiunse una nuova, quella di Montespertoli. Nello stesso anno, la sottozona Classico si dota di disciplinare autonomo rispetto alle altre sottozone.
Nel 1984, è stata riconosciuta la Denominazione di Origine Controllata e Garantita e risale al 2003 l'ultimo decreto ministeriale che apporta modificazioni al disciplinare di produzione della denominazione di origine controllata e garantita "Chianti".
La zona di produzione del Chianti D.O.C.G. è costituita da territori delimitati per legge, che si trovano nelle province di Arezzo, Firenze, Pisa, Pistoia, Prato e Siena.