Il Chianti Classico è un vino rosso toscano tra i più pregiati e conosciuti al mondo.
Tra le principali caratteristiche organolettiche indicate dal disciplinare troviamo il colore rubino che può divenire talvolta, secondo l’origine, intenso e profondo; l’odore con note floreali di mammole e giaggiolo unite a un tipico carattere di frutti rossi; e il sapore armonico, asciutto, sapido, con una buona tannicità che si affina col tempo al morbido vellutato.
L'area territoriale compresa tra Firenze e Siena, attuale zona di produzione del Chianti Classico, conserva testimonianze legate al mondo del vino, che risalgono ad epoche assai lontane nel tempo, quali quella Etrusca e quella Romana.
Il primo documento notarile in cui il nome “Chianti” indica il vino prodotto in questa zona è del 1398 e ci riferisce dell'esistenza di uno storico organismo, la Lega del Chianti, istituito per regolare i rapporti tra i produttori di vino rosso delle zone di Radda, Gaiole e Castellina.
La storica insegna della Lega del Chianti raffigurava un Gallo Nero in campo dorato, l'attuale simbolo del Consorzio del Chianti Classico.
Con il Bando Sopra la Dichiarazione de' Confini delle quattro Regioni, emanato nel 1713 dal Granduca di Toscana Cosimo III de' Medici, furono stabiliti i confini entro i quali si potevano produrre vini di pregio; si trattava delle regioni Chianti, Pomino, Carmignano e Val d'Arno di Sopra. Il bando comprendeva anche un Decreto, che prevedeva l'istituzione di una Congregazione di vigilanza sulla produzione, la spedizione, il controllo contro le frodi ed il commercio dei vini.
In seguito, il Granduca di Toscana Ferdinando III suddivise il territorio in comunità e province. La provincia del Chianti risultava così costituita dalle comunità di Radda, Gaiole e Castellina.
Per produrre il vino del Chianti, fino a tutto il 1700, si utilizzavano esclusivamente le uve del Sangiovese. Dai primi decenni del 1800, si iniziò ad applicare la pratica di mescolare vitigni di provenienza differente.
Tra le varie miscele sperimentate in quel periodo, furono i tentativi compiuti dal Barone Bettino Ricasoli tra il 1834 e 1837 a determinare una svolta significativa per il Chianti. Egli riuscì a produrre un vino rosso di qualità superiore, che da allora iniziò ad essere esportato in vari paesi del mondo.
La zona viticola del Chianti è stata delimitata nel 1932 da un decreto ministeriale, che definiva la zona di produzione del vino Chianti Classico come la "zona di origine più antica".
Il Chianti Classico, fu tra i primi vini italiani ad ottenere la denominazione di origine controllata (autorizzata con il DPR 9 agosto 1967), e nel 1984 la Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG).
Nel 1996, al Chianti Classico è stato riconosciuto un disciplinare di produzione autonomo.
La zona di produzione comprende tutto il territorio del comune di Greve in Chianti nella provincia di Firenze e dei comuni di Castellina in Chianti, Gaiole in Chianti e Radda in Chianti nella provincia di Siena, e parte del territorio dei comuni di Barberino Val d'Elsa, San Casciano in Val di Pesa e Tavarnelle Val di Pesa nella provincia di Firenze, e dei comuni di Castelnuovo Berardenga e Poggibonsi nella provincia di Siena.