Un bosco secolare, le cui origini risalgono al periodo di formazione della pianura versiliese. Attraverso stagioni fatte di rimboschimenti e selvaggi tagli, il bosco del Parco della Versiliana è giunto sino a noi quasi intatto, dispiegandosi su 80 ettari acquistati dal Comune di Pietrasanta nel 1980, un lembo di territorio dove sopravvivono specie arboree uniche e pregiate.
La villa, dal cui nome deriva quello del parco, fu, invece, costruita nel 1886, e il nome di Versiliana è da far risalire allo scrittore Renato Fucini.
I viali, vere arterie verdi del parco, serpeggiano per tutto il sottobosco, attraverso zone distinte per tipologia di alberi e relativo sottobosco. Lecci, pini domestici e marittimi sono gli alberi più rappresentati, e lasciano spazio, qua e là, a dune la cui continuità è interrotta dalle “lame”, coreografici e sottili ristagni d’acqua. E dove finisce il lecceto, crescono frangole, farnie, olmi, ontani, aceri, pioppi, frassini e carpini.
Lungo il greto del Fiumetto e del Tonfano, sono rigogliose la cannuccia di palude, il giglio d’acqua, carici e salicaria.
Per chi passeggia, dunque, il parco offre ampie possibilità di svago, con l’occasione di conoscere, in naturalistici tête-a-tête, rare specie animali come la gallinella d’acqua, la ballerina gialla, il martin pescatore, la folaga, e poi picchi, cinciallegre, verzellini e scriccioli.