Nel XVIII secolo Forte dei Marmi è ormai diventato un fiorente scalo marittimo, un luogo che per rilievo economico, commerciale e strategico è necessario presidiare e proteggere.
Pietro Leopoldo Granduca di Toscana ordina la costruzione del Fortino allo Scalo dei Marmi, eretto a partire dal 1786 con il concorso decisivo del conte Federigo Barbolani da Montauto Governatore di Livorno e Comandante del litorale.
L’area di natura paludosa era ancora in via di bonifica e la costruzione della fortezza diede il definitivo impulso per l’aggregazione dello sparuto nucleo urbano sorto attorno al pontile per lo scarico/carico dei marmi in cittadina dal senso compiuto.
Come per altri fortini costruiti nello stesso periodo sulle coste toscane (Bibbona, Castagneto, Bocca al Serchio), il Forte aveva una doppia funzione: di presidio militare e di dogana. Al suo interno, infatti, esistevano vani per ospitare la guarnigione, locali ad uso di dogana e altri adibiti a magazzino della Magona. Nei secoli successivi subì diversi e continui rimaneggiamenti che ne mutarono in buona parte la fisionomia originaria.
Nel 1827 venne affiancato dal nuovo deposito delle polveri del Capitanato, prima collocato all’interno della fortezza di Pietrasanta. Più tardi nel 1846, a seguito dell'avanzamento della battigia, la linea di dogana fu spostata in avanti verso il mare, finendo a ridosso del Forte stesso.
Oggi la fortezza si mostra circondata da un contesto urbanistico moderno, costituito da una griglia ottocentesca di strade alberate. Al piano terreno spazio espositivo per mostre artistiche e al primo piano ospita il Museo della Satira e della Caricatura, inaugurato nel 1997, che conserva una raccolta di testi, documenti e disegni riguardanti la satira e la caricatura contemporanea e passata nel mondo.