Viene fondata a Prato, nel 1712 l’Accademia degli Infecondi, che oggi si chiama Società Misoduli. Gli Infecondi riescono a dare una spinta notevole allo sviluppo culturale della città, particolarmente nel campo del teatro e della musica. Questo gruppo di borghesi ha in pratica rifondato, e modernamente adeguato, le precedenti Accademie, una delle quali, quella dell’Addiaccio.
Nel 1780 viene nominato Vescovo di Pistoia e Prato Scipione de Ricci, il quale si adopera nel tentativo di razionalizzare l’ordinamento parrocchiale della diocesi, sopprimendo le chiese esuberanti e quelle prive di mezzi di sussistenza; riordina i Seminari di Prato e Pistoia.
Nei primi decenni del XIX sec. ha inizio la tipica meccanizzazione dell’industria e nella seconda metà del secolo si sviluppa la tipica attività locale della fabbricazione della lana rigenerata, ricavata dai residuati tessili.
Nell’ottobre del 1800 Prato rientra nell’orbita napoleonica, dapprima soggetto all’effimero regno dell’Etruria, in seguito sotto il governo di Elisa Baciocchi, sorella di Bonaparte, la quale nel 1809 visita la nostra città e viene festeggiata con fuochi d’artificio con alberi della cuccagna, detti dai francesi antenne. Prato non sfugge ai drammatici eventi europei del biennio 1814-1815. Ha appena salutato il festante rientro degli Asburgo-Lorena in Toscana nella primavera del 1814 che, nell’aprile dell’anno seguente, viene investita da circa 6000 soldati dell’esercito napoletano di Gioacchino Murat. I napoletani comunque si ritirano quasi subito, battuti dagli austriaci. E prima di darsele non fanno mancare – come sono soliti fare gli eserciti in rotta – le razzie e le violenze.
Col plebiscito del 1860, Prato entra a far parte della monarchia sabauda di Vittorio Emanuele II; intanto, non senza costi umani (orari prolungati, lavoro minorile, infortuni) ed ambientali, la città punta comunque le sue energie sull'edificazione di quella grande opera collettiva che è la sua industria tessile, autentica figlia di Prato.
Il giorno 11 febbraio 1886 il re d’Italia decreta che a Prato venga istituita la scuola professionale di tessitura e tintoria. Questa istituzione nota in tutto il mondo, porta il nome di Tullio Buzzi. Collocata in piazza Ciardi questa scuola viene trasferita in nuovi e più razionali locali nel viale della Repubblica nel 1975, alla cui inaugurazione interviene dall’Argentina la figlia del Buzzi alla quale il sindaco passa le forbici con un simpatico gesto per il taglio del nastro tricolore.