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Storia di Livorno

Livorno è una città dalle origini storiche pressoché sconosciute. La prima attestazione di esistenza di questo luogo è del X secolo: “Livorna” era un villaggio di pescatori affacciato sul mare protetto dal Mastio di Matilde di Canossa. Nel 1392 Pisa fortificò il piccolo porto rendendolo parte integrante del sistema difensivo di Portus Pisanus. Livorno fu poi ceduta ai genovesi nel 1405, i quali la vendettero a Firenze nel 1421.

La storia di Livorno inizia ufficialmente nel 1577, sotto la guida di Cosimo de'Medici, che trasformò il piccolo villaggio in uno dei principali porti commerciali e militari del Mediterraneo.
Il progetto per l'ampliamento e la fortificazione della città, fu affidato all'architetto Bernardo Buontalenti.

Tra il 1590 e il 1603, Ferdinando I emana le “Leggi Livornine”. Queste leggi istituivano il porto franco, concedevano particolari immunità ed esenzioni a mercanti di qualsiasi provenienza e garantivano libertà di culto e di professione religiosa e politica. L'aspetto multirazziale e multiculturale assunto da questa città è ancora oggi testimoniato dai numerosi edifici di culto, come le chiese e i cimiteri costruiti dalle varie comunità religiose e straniere: ebrei, armeni, greci, olandesi.

Nel XVIII secolo, con l'insediarsi del governo dei Lorena, la città fu ulteriormente modificata e ampliata. In questo periodo si assiste ad una notevole ripresa del commercio, delle arti e dell'editoria: Livorno rappresentò un importante centro di diffusione per volumi di importanza storica, come “Dei delitti e delle pene” di Cesare Beccaria e la terza edizione dell'Encyclopédie di Didérot e D'Alembert, cui la stampa e la pubblicazione erano altrove proibite.

Nel 1765 sale al trono Pietro Leopoldo, artefice di importanti cambiamenti: a lui va il merito di aver deciso l'abolizione della pena di morte nel 1786. Dieci anni dopo, la città viene occupata dai francesi guidati da Napoleone, dagli spagnoli e dagli inglesi.
Dopo la Restaurazione (1815) tornano a governare i Lorena, in seguito cacciati durante i moti del 1849, con cui la città si proclama repubblica autonoma.
Il dominio granducale terminò nel 1859 e dal 1860, Livorno viene annessa al Regno d'Italia.

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