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Storia di Firenze

Il Trecento

Nell'anno del primo Giubileo, il 1300, Dante Alighieri (1265-1321) immagina di effettuare il viaggio descritto nella Divina Commedia; muore Guido Cavalcanti, esponente del “dolce stil novo”.

All'interno del partito guelfo vittorioso avviene nel 1300 la spaccatura tra i guelfi “Neri” di Corso Donati (la fazione più vicina al Papato, ed economicamente rappresentata dai nobili di antica tradizione) e i guelfi “Bianchi” di Vieri dei Cerchi (la fazione meno allineata sulle posizioni del Papato, economicamente il “popolo grasso”, cioè le potenti famiglie dei grandi mercanti e dei banchieri).
Carlo di Valois, inviato dal papa Bonifacio VIII come mediatore, favorisce invece i Neri, i quali nel 1302 esiliano i Bianchi, tra cui Dante, che spererà invano nella discesa in Italia e nell’assedio di Firenze da parte dell’imperatore Arrigo VII di Lussemburgo, che però muore nel 1313.

Intorno al 1320, nella chiesa di Santa Croce, Giotto (1267-1337) affresca le cappelle Peruzzi e Bardi rispettivamente con storie dei due San Giovanni (Battista ed Evangelista) e di San Francesco.
Nel 1334 Giotto progetta la costruzione del Campanile con basamento a pianta quadrata; Andrea Pisano lo porterà alla seconda cornice nel 1347, e Francesco Talenti lo concluderà nel 1359.
Nel 1337 è fondata la nuova fabbrica dell'attuale loggia-mercato di Orsanmichele (già oratorio di San Michele in Orto, di origine carolingia).

Nel 1343 i fiorentini, nel giorno di Sant'Anna (26 luglio), insorgono contro il dispotico Gualtieri di Brienne, duca d'Atene, che l'anno prima avevano nominato signore a vita: la città torna alla suddivisione nei 4 quartieri storici (quelli dell'attuale Calcio in Costume: San Giovanni, Santa Croce, Santo Spirito, Santa Maria Novella).

Nel 1345 viene ricostruito da Neri di Fioravante, con le attuali 3 arcate, il Ponte Vecchio, distrutto da un'ennesima alluvione il 4 novembre 1333.

Intorno al 1345 falliscono le banche fiorentine dei Bardi e dei Peruzzi, perché il re d'Inghilterra Edoardo III non è in grado di restituire un grosso prestito durante la guerra dei Cent’Anni contro la Francia.

La peste nera del 1348 colpisce anche Firenze, dimezzando la popolazione e fermando lo sviluppo urbanistico. Da un punto di vista letterario la peste è l'ambientazione in cui dieci giovani decidono di ritirarsi in campagna e di impiegare il tempo a raccontarsi le 100 novelle del Decameron di Giovanni Boccaccio (1313-1375); il 1348 è anche la data della morte di Laura, la donna cantata nel Canzoniere di Francesco Petrarca (1304-1374, iniziatore dell'Umanesimo) e del cronista Giovanni Villani.

Le tensioni sociali interne portano allo scoppio del Tumulto dei Ciompi (1378) in cui i lavoratori della lana chiedono inutilmente maggiori diritti: le classi più modeste subiscono lo sfruttamento della nuova classe borghese.

Nel 1382 si concludono i lavori per la Loggia della Signoria, architettura tardo-gotica per le cerimonie pubbliche, usata poi nel Cinqucento come corpo di guardia per i Lanzichenecchi (e detta infatti anche Loggia dei Lanzi, oltre che “dell’Orcagna”).

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