Storia di Firenze

Il Quattrocento

Il 1401 è considerato l'inizio del Rinascimento, che si apre con il concorso per la seconda porta bronzea del Battistero (dopo la prima, del 1336, di Andrea Pisano): Lorenzo Ghiberti, risultato vincitore su Filippo Brunelleschi, scolpirà anche la terza porta, quella cosiddetta del Paradiso, tra il 1425 e il 1452.

Nel 1416 viene commissionata a Donatello la statua di San Giorgio (ora al Bargello) per una nicchia di Orsanmichele: nel rilievo della predella lo scultore utilizza per la prima volta la tecnica dello “stiacciato”, rappresentando prospetticamente il senso della profondità, nella scena con l’uccisione del drago e la liberazione della principessa.

Dal 1419 Brunelleschi inizia la realizzazione del portico dello Spedale degli Innocenti per i bambini abbandonati.
Nel 1421 Brunelleschi progetta la chiesa di San Lorenzo, desiderando i Medici rinnovare la chiesa medievale: l’interno, con la Sacrestia Vecchia è uno dei capolavori dell'architettura rinascimentale, anche se la Sacrestia Nuova è di Michelangelo (1520), la cupola della Cappella dei Principi di Matteo Nigetti (1640), e il campanile di Ferdinando Ruggieri (1740), con la facciata rimasta incompiuta.
Negli anni 1424-1428 Masolino e Masaccio eseguono gli affreschi per la cappella Brancacci nella chiesa di Santa Maria del Carmine: l’essere umano è posto al centro dello spazio, che è misurabile ed è rappresentato secondo le leggi della prospettiva.

Nel 1427 viene istituito il Catasto, strumento importante per la registrazione delle proprietà e delle famiglie fiorentine.

Con le due Cantorie (ora nel Museo dell’Opera del Duomo) per la Sacrestia del Duomo Luca Della Robbia (1438) e Donatello (1439) rappresentano i due volti della scultura rinascimentale: quello umanistico ed idealizzato (classico, sereno, misurato) e quello realistico e dinamico (irrequieto, sperimentale, vitale).

Cosimo il Vecchio rientra nel 1434 dall'esilio e inizia il periodo della Signoria dei Medici; alla sua morte, nel 1464, gli succederà il figlio Piero il Gottoso, padre di Lorenzo il Magnifico, terzo signore della città dal 1469.

Nel 1436 il Papa Eugenio IV consacra il Duomo, dopo la chiusura della Cupola, anche se la Lanterna sarà conclusa nel 1468.
Il Concilio di Firenze del 1439 sancisce, sia pure momentaneamente, la riunificazione tra la chiesa cattolica di Roma e quella ortodossa orientale, con la presenza del patriarca di Costantinopoli e dell’imperatore bizantino Giovanni Palelogo: questo episodio sarà evocato dagli affreschi con la Cavalcata dei Magi (1459) di Benozzo Gozzoli nella cappella di Palazzo Medici (dal 1659 Medici-Riccardi), residenza fattasi costruire da Cosimo il Vecchio nel 1444 da parte dell’architetto Michelozzo.

Il pittore Beato Angelico intorno al 1442 affresca le celle dei monaci domenicani del convento di San Marco (ricostruito dal 1437 da Michelozzo grazie ai fiorini di Cosimo il Vecchio) con scene della Vita di Cristo, essendo priore del convento Antonio Pierozzi (o Sant’Antonino); la chiesa di San Marco, cosacrata nel 1442, avrà il rifacimento della facciata nel 1778.
Nel 1444 Filippo Brunelleschi inizia la costruzione dell'interno rinascimentale della chiesa agostiniana di Santo Spirito, fondata intorno al 1250 nell’Oltrarno: nel Refettorio Andrea Orcagna aveva affrescato nel 1367 il Cenacolo, mentre la copertura con la cupola è del 1481, il campanile di Baccio d’Agnolo del 1503, e la facciata settecentesca è rimasta ad intonaco.
La chiesa della Santissima Annunziata raggiunge le attuali dimensioni con la cupola semisferica dell'Alberti (1444) e con l'antistante Chiostrino dei Voti (1447, su disegno di Michelozzo), mentre il portico esterno a 7 arcate sarà sistemato dal Caccini nel 1601, quando anche l’interno vedrà numerosi rimaneggiamenti e decorazioni in stile barocco.

Il monumento funebre di Leonardo Bruni, opera del 1445 di Bernardo Rossellino nella chiesa di Santa Croce, costituisce il prototipo della tomba rinascimentale.
Al 1447 risale l'affresco con il Cenacolo di Andrea Del Castagno nel complesso di Sant'Apollonia (in Via 27 Aprile 1).
Nel 1470 Leon Battista Alberti completa la facciata della chiesa domenicana di Santa Maria Novella, su committenze dei Rucellai.

La congiura dei Pazzi nel 1478 uccide Giuliano il Bello, ma il fratello Lorenzo dei Medici (Lorenzo il Magnifico) rafforza il suo potere politico ed economico, grazie anche al suo mecenatismo, che garantisce una notevole fioritura culturale. Alla sua corte sono presenti artisti come Michelangelo, e letterati come Marsilio Ficino, Pico della Mirandola e il Poliziano.

Domenico Ghirlandaio nel 1485 termina la decorazione della cappella Sassetti nella chiesa di Santa Trìnita, con le Storie di San Francesco: è influenzato dalla pittura fiamminga dopo l’arrivo a Firenze nel 1483 del Trittico Portinari di Hugo van der Goes.
Nel 1489 inizia la costruzione di Palazzo Strozzi su disegno di Benedetto da Maiano.
Intorno al 1490 Piero Vannucci detto il Perugino affresca il Cenacolo nel monastero di Fuligno (Via Faenza 42).

Nel 1492, l'anno dell'impresa di Cristoforo Colombo e della fine del Medioevo, muore Lorenzo il Magnifico, a cui succede il figlio Piero il Fatuo, che però nel 1494, quando il re di Francia Carlo VIII scende in Italia, si mostra inadeguato ed è cacciato da Firenze. Toccherà ad un rappresentante del ceto mercantile, Piero Capponi, minacciare di “suonare le nostre campane” per far ripartire il re francese.
Si instaura la prima Repubblica fiorentina (1494-1512) durante la quale si assiste all’effimero successo delle prediche del domenicano Girolamo Savonarola, che propugnava una democratizzazione della vita politica con un Consiglio Generale del Popolo (in Palazzo Vecchio: Salone dei Cinquecento, per il quale il gonfaloniere Piero Soderini aveva commissionato nel 1502 a Leonardo e a Michelangelo due grandi affreschi, poi scomparsi); il frate domenicano, però, accusato di eresia, è giustiziato in Piazza della Signoria nel 1498.

Dal 1498 al 1512 Niccolò Machiavelli è segretario della Repubblica fiorentina: nel successivo confino dell'Albergaccio, presso San Casciano in val di Pesa, scriverà nel 1513 “Il Principe”.

Nel 1499 il navigatore fiorentino Amerigo Vespucci esplora il Venezuela (la piccola Venezia), il Rio delle Amazzoni e il Brasile, rendendosi conto di aver toccato un nuovo continente, denominato dal 1507 “terra di Amerigo”; sarà un altro fiorentino, Giovanni da Verrazzano, nel 1524, a scoprire la baia di New York.

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