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Museo Storico-Topografico "Firenze com'era"

Chiostro del convento delle Oblate, ingresso del Museo "Firenze com'era"Nei locali dell'antico Convento delle Oblate sono ospitate sostanzialmente due esposizioni, rispettivamente a destra e a sinistra dell'ingresso cui si giunge dal chiostro quattrocentesco.

La prima esposizione è il Museo Storico-Topografico vero e proprio, con la famosa grande Carta della Catena, raffigurante Firenze alla fine del Quattrocento: ci si può divertire ad identificare i monumenti più importanti di Firenze, dal Duomo a Palazzo Vecchio, dalla cerchia delle mura trecentesche all'Arno attraversato dagli storici quattro ponti, ma anche a vedere com'erano Santa Croce, Palazzo Pitti (con 7 finestre), o Piazza della Signoria (senza gli Uffizi e il Corridoio Vasariano).

Si può quindi seguire lo sviluppo dell'antica cartografia, dalle vedute prospettiche alle piante topografiche e a quelle geometriche: attraverso le piante del Buonsognori (1594), del Ruggieri (1731), del Fantozzi (1843).
Degli accurati plastici ricostruiscono angoli del periodo medievale (la zona intorno al Mercato Vecchio, con il Ghetto ebraico ed altri edifici demoliti), o l'originaria ottocentesca Stazione Leopolda.
Alle pareti sono appese le lunette del fiammingo Giusto di Utens con 14 Ville Medicee, ma anche immagini della Firenze scomparsa in seguito allo sventramento alla fine dell’Ottocento, oltre a stampe e dipinti con vedute di Piazze, Chiese, Palazzi, Ponti, Porte, feste fiorentine, e i progetti di risistemazione urbanistica di Giuseppe Poggi.

A sinistra dell'ingresso, la seconda esposizione è la Mostra sulla Firenze romana, centrata sul grande plastico, in scala 1:200, di Florentia all'epoca dell’imperatore Adriano, circa nel 123 d. C.: si possono identificare il Foro, il Teatro, l'Anfiteatro, le varie Terme, il Campidoglio, il porto, la cinta muraria, l'acquedotto, confrontati con la localizzazione di edifici successivi come il complesso Duomo-Battistero o Palazzo Vecchio.
Ma in questa esposizione si risale anche indietro nel tempo, con le testimonianze precedenti, a partire dai periodi preistorici del Paleolitico e del Neolitico, quindi con i ritrovamenti dell’Età del Ferro (VIII secolo a. C.: le Tombe villanoviane dette “del Gambrinus”) e con cippi funerari etruschi (VI secolo a.C.)

Sono inoltre presenti sculture dell'età imperiale (ad esempio provenienti dal complesso termale di Capaccio), ritrovamenti durante vari scavi nel centro cittadino (aspetti della vita quotidiana in bronzo, in vetro o ceramiche), ma soprattutto i risultati degli scavi archeologici in Piazza della Signoria in occasione della ripavimentazione (negli anni 1981-1989), accompagnati dai piccoli plastici della Fullonica e del Calidarium. In una vetrina sono le 100 cartoline dell’architetto Corinto Corinti, che negli anni 1923-1928 ha ricostruito tanti aspetti della Firenze romana e medievale.

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