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Le Terme di Capaccio

L'Acquedotto romano portava le acque del torrente Marina, che da Monte Morello attraverso Calenzano e Rifredi, arrivavano al “caput acquae” della città, come ricordato dal nome attuale di Via di Capaccio (tra Via delle Terme e Via Porta Rossa), Statua di Ercole delle Terme di Capacciocioè il punto di arrivo delle condutture idriche che alimentavano le Terme nei pressi del Mercato Nuovo (del 1551), l'attuale Loggia del “Porcellino” (una fontana che in realtà rappresenta un cinghiale in bronzo, opera del 1612 di Pietro Tacca).

Anche il nome dell'attuale Via delle Terme (tra Por Santa Maria e Piazza Santa Trìnita) ricorda le costruzioni termali del II secolo, chiamate “Terme di Capaccio”, o “di Por Santa Maria”, per distinguerle dalle altre (le Terme Settentrionali, le Terme Capitoline, le Terme della Pagliazza, le Grandi Terme di Piazza della Signoria).

Degli scavi, negli anni 1950-1951, per ricostruire la zona dopo le distruzioni della notte tra il 3 e il 4 agosto 1944 (quando i tedeschi interruppero i collegamenti tra le due parti della città, distruggendo tutte le costruzioni intorno al Ponte Vecchio e facendo saltare gli altri cinque ponti), le hanno identificate nel rettangolo tra Via delle Terme, Por Santa Maria, Mercato Nuovo, Via di Capaccio.

Sono state anche ritrovate delle strutture murarie (una grande piscina, con colonne di marmo e pavimenti a mosaico) e delle statue decorative, come quella dell'acèfalo Ercole (con le spoglie del leone nemèo) di età flavia, oggi al Museo Storico-Topografico “Firenze com'era”.

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