Il lato Sud delle Mura Romane, quello verso il fiume, non è ben leggibile nella struttura della città odierna: non rettilineo né ortogonale rispetto agli altri, ma leggermente inclinato, seguiva, dall'attuale Piazza San Firenze, Via dei Gondi, la zona davanti alla Loggia dei Lanzi, Via Vacchereccia e un tratto di Via delle Terme, fino all'attuale Piazza di Santa Trìnita.
A metà del lato Sud, lungo la direttrice Via Calimala, Via Por Santa Maria, si apriva la Porta Meridionale, verso l'Arno e verso Roma.
Purtroppo le distruzioni dell'ultima guerra mondiale hanno portato ad una totale distruzione degli edifici lungo Via Por Santa Maria, facendo perdere a questa antica strada il carattere medievale che aveva mantenuto.
Infatti l'esercito tedesco in ritirata aveva deciso di far saltare i sei ponti allora esistenti sull'Arno, per ritardare l'avanzata anglo-americana. Ma il Ponte Vecchio fu risparmiato, perché le macerie delle sue botteghe avrebbero costituito, in caso di distruzione, una forma di attraversamento per i carri armati alleati provenienti da Sud. I nazisti, nella notte tra il 3 e il 4 agosto 1944, fecero allora saltare con le mine tutti gli edifici intorno alle strade che arrivavano al Ponte Vecchio, sia da Nord che da Sud, per un raggio di circa 200 metri.
Ed effettivamente le rovine di Via Guicciardini e di Por Santa Maria ostruirono l'accesso al Ponte per qualche giorno: la liberazione di Firenze fu comunque proclamata l'11 di agosto, dopo che le formazioni partigiane (le divisione Garibaldi e Potente, la brigata Rosselli, il gruppo Giustizia e Libertà) avevano combattuto strada per strada, eliminando gli ultimi franchi tiratori fascisti.
In mezzo a tutte queste distruzioni l'unica cosa positiva, si fa per dire, è stata che, durante i lavori per rifare le fondamenta dell'edificio di Por Santa Maria, tra Via Calimaruzza e Via Vacchereccia, sono emersi i resti della Porta Meridionale o Porta Decumana della cinta romana (scavo Maetzke, 1948).
Se si scende nelle cantine dell'edificio moderno che prospetta su Via Por Santa Maria, si può vedere il pilastro di sostegno dell'arcata su cui si impostava la Porta, e il pavimento originale, con le incavature (i solchi) per il passaggio dei carri.
Infatti sotto le vetrine del negozio di Raspini, al numero civico 74 r., sul marciapiede, tre lucernari in vetro verdastro danno luce a quanto ritrovato a un livello inferiore di circa 4 metri rispetto al selciato attuale. L'ingresso agli scavi è da Via Calimaruzza 3, dove una targa recita: “Resti della Porta Romana della metà del I secolo a. C.”.