La zona in cui sorge la città di Arezzo conserva importanti testimonianze che dimostrano come essa sia stata abitata fin dalla preistoria.
Arezzo, fu probabilmente fondata dalle antiche popolazioni villanoviane. Principale città etrusca, entrò a far parte della “Dodecapoli”, della quale fu una della dodici lucumonie.
La città costituì un imporante centro anche in epoca romana, posta in posizione strategica per difendere Roma dalle incursioni straniere.
Sotto la dominazione romana, la città conobbe un periodo paricolarmente florido per la vita culturale e sociale; furono costruiti i primi edifici pubblici: l'anfiteatro, il teatro e le terme.
Centro specializzato nella produzione di ceramiche, qui si fabbricavano i celebri i vasi detti 'aretini' o 'corallini', per il colore rosso della vernice utilizzata.
Sede vescovile, la città fu governata nell'XI secolo da un vescovo-conte. In seguito, al potere vescovile si affiancò quello cittadino: ad Arezzo si affermò il libero comune e dal 1098 la città cominciò a dotarsi di ordinamenti comunali.
La crescita del potere di questo comune portò al contrasto con gli interessi delle città vicine, che cominciavano a rivendicare la propria importanza. Arezzo arrivò quindi a scontrarsi contro Firenze e Siena nella storica Battaglia di Campaldino (1289) in cui gli aretini, di parte ghibellina, ebbero la peggio contro la guelfa Firenze e i suoi alleati senesi.
Agli inizi del Trecento, Arezzo passò sotto il governo della signoria dei Tarlati di Pietramala. Dopo un periodo iniziale di ripresa condotto da Guido Tarlati, ne seguì uno di rapida decadenza, che portò la città ad una lunga crisi politica. Ceduta a Firenze per due volte (nel 1337 e nel 1384), perse definitivamente la propria indipendenza.
Al dominio dei Medici, che si protrasse fino al XVI secolo, succedette quello dei Lorena, in cui furono avviate importanti riforme e interventi di bonifica del territorio.
Nel 1798 la città fu invasa dai soldati francesi guidati da Napoleone Bonaparte, e seguì le sorti del Granducato di Toscana. Successivamente riconosciuta capoluogo di provincia dal Granduca, entrò a far parte del Regno d'Italia nel 1860.